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IL TALENTO DI ESSERE TUTTI E NESSUNO
IL TALENTO DI ESSERE TUTTI E NESSUNO
E’ stato Pierce Brosnan, Russell Crowe, Hugh Grant e Samuel L. Jackson. Nel corso dei decenni Luca Ward è entrato nell’immaginario collettivo degli italiani grazie al doppiaggio. Pulp Fiction, Matrix e Il Gladiatore sono solo la minima parte dei film cult a cui ha prestato la sua voce. In punta di piedi Luca Ward ci è entrato gradualmente sotto pelle, ed ora risiede indiscutibilmente nel DNA di ognuno di noi. Ma nell’arco della sua vita Luca Ward è molte altre cose oltre una voce: marinaio, attrezzista, bibitaro, teppista, militare, motociclista, padre e... persino John Wick... ultimamente. Luca Ward è stato tutti, nessuno e centomila... Nel suo spettacolo ci racconterà del rapporto viscerale che ha col mare, del lavoro che ha fatto su di sé come artista e, non per ultimo, del suo trascorso intimo e personale come uomo, marito e padre. Luca Ward scherza sul talento che l’ha reso famoso (la voce) e ci racconta del rapporto conflittuale che ha con esso... La persona, l’individuo, l’artista. Figure spesso inconciliabili ma che, quando hanno la fortuna di sovrapporsi, lo fanno dandoci l'opportunità di scorgere una meravigliosa visione d’insieme. Lo scorcio di un disegno più grande di quanto appaia ad uno sguardo superficiale e poco attento. Il talento di essere tutti... la fortuna di essere nessuno. La capacità e la benedizione di essere all’altezza di emergere e spiccare... come la fortuna di potersi divincolare muovendosi suadenti nell’ombra... strisciando nelle orecchie degli spettatori... per concedersi il lusso poi... di dissolversi. Di poter scomparire. Proprio come fa un prestigiatore. O un marinaio... in mare aperto o nel profondo degli abissi. Per raggiungere il cuore dell'individuo. Dentro ognuno di noi... grazie al suono avvolgente della sua inconfondibile voce. Un timbro grave che ci trascina nelle profondità del mare... Proprio come i tentacoli di un Kraken. E il naufragar ci è dolce... in questo mare...
22/02/2026 | 1 Evento
da 16.50 €
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PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI
PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI
“La rivincita di Patroni Griffi, quarant’anni dopo”: così il Corriere della Sera con Franco Cordelli ha salutato il ritorno in scena, per la regia di Giancarlo Nicoletti, del nuovo e originalissimo allestimento di Persone naturali e strafottenti, l’opera più controversa e fra quelle di maggiore successo di Giuseppe Patroni Griffi. Una tragicommedia cruda, poetica ed esilarante, fra situazioni grottesche, cinismi, ironia tagliente e surrealismo, in perfetto equilibrio fra Eduardo e Ruccello, e ancora attualissima nella sua geniale spudoratezza. Un cast unico, non convenzionale e proveniente dai mondi teatrali più variegati è il cuore pulsante di un’operazione destinata a far parlare di sé: Marisa Laurito accetta la sfida di dare voce e corpo al ruolo che fu di Pupella Maggio, segnando il suo ritorno alla grande drammaturgia d’autore e inaugurando una nuova stagione della sua lunga carriera; Giancarlo Nicoletti presta la sua attorialità unica e la sua esperienza di uomo di teatro a 360° al travestito Mariacallàs e la rivelazione di serie tv e cinema Guglielmo Poggi interpreta quel Fred che fu creato da un esordiente Gabriele Lavia. Completa il cast il poliedrico Livio Beshir, attore con numerose esperienze teatrali, cinematografiche ma anche nella conduzione televisiva. Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle Altra Scena produzione / comunicazione / promozione www.altrascena.com paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze sessuali.
08/03/2026 | 1 Evento
da 16.50 €
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L’AVARO IMMAGINARIO
L’AVARO IMMAGINARIO
Sette quadri, un prologo e un epilogo. È un viaggio nel teatro, quello di Molière in primo luogo, ma non soltanto… È anche un viaggio nel tempo quello del Seicento, un secolo pieno di guerre, epidemie, grandi tragedie ma anche di profonde intuizioni e illuminazioni che non riguardano solo “quel tempo. Ed è anche il viaggio, reale e immaginario, di Oreste Bruno, e la sua Compagnia di famiglia, quella dei Fratelli dè Bruno, da Nola, (discendenti del grande filosofo Giordano Bruno), una vera “carretta dei comici” viaggiante tanto cara sia a Peppino che a Luigi De Filippo. È il viaggio verso Parigi, verso il teatro, verso Molière. Ma anche una fuga: dalla peste, da una terribile epidemia che ha costretto i Nostri a cimentarsi in un avventuroso viaggio verso un sogno, una speranza o solo la salvezza. Lungo il percorso, quando “la Compagnia” arriva nei pressi di un centro abitato, di un mercato o di un assembramento di persone, ecco che il “carretto viaggiante” diventa palcoscenico e“si fa il Teatro”. E col “teatro” si riesce anche a mangiare, quasi sempre. Infatti, grazie agli stratagemmi di tutti i componenti della famiglia teatrale, si rimedia il pasto quotidiano o qualche misera offerta in monete o, più spesso, qualche pezzo di animale già cucinato offerto come compenso della esibizione sul palco-carretto, manco a dirlo, delle opere di Molière (L’Avaro e il Malato Immaginario sono “i cavalli di battaglia” di cui vengono proposti i momenti salienti, opportunamente adattati al luogo e agli astanti). Gli incontri durante il viaggio, sorprendenti ma non tutti piacevoli, l’avvicinamento anche fisico a Parigi, al teatro di Molière, la “corrispondenza” che il capocomico invia quotidianamente all’illustre “collega”, la forte connessione tra il mondo culturale e teatrale della Napoli di quel tempo (con Pulcinella che diventa Scaramouche) con quella francese, di Molière ma forse ancor più di Corneille (che si celerebbe sotto mentite spoglie dietro alcune delle sue opere maggiori) la pesante eredità del pensiero di uno zio prete di Oreste Bruno, Filippo detto poi Giordano, scomparso da alcuni decenni ma di cui per fortuna non si ricorda più nessuno, e la morte in scena dello stesso Molière poco prima del loro arrivo a Parigi, renderanno davvero unico il viaggio di tutta la “Compagnia di famiglia” commedianti d’arte ma soprattutto persone “umane”, proprio come la grande commedia del teatro, dove “tutto è finto, ma niente è falso”.
14/03/2026 | 1 Evento
da 16.50 €
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MOLTO PIACERE
MOLTO PIACERE
Una commedia tragica e comica, graffiante e divertente, che sgretolerà ogni vostra certezza. Due coppie di genitori, i cui figli hanno litigato, si incontrano per risolvere la cosa tra persone civili. Ma dagli iniziali convenevoli e buoni proponimenti, gli adulti arriveranno a comportarsi peggio dei bambini, degenerando in situazioni assurde e ridicole. Lo spettacolo prende liberamente spunto iniziale da un film di Ròman Polànski, per poi evolversi secondo una drammaturgia originale di gruppo attingendo da svariati testi, libri e film. La pièce mette in scena quello che potrebbe essere un civile incontro tra due coppie di genitori i cui bambini si sono picchiati al parco. Ma gli iniziali convenevoli e buoni proponimenti si trasformano in velenosi e cinici battibecchi, non solo tra le due coppie di genitori ma anche all’interno delle stesse coppie. Il “civile” incontro diviene presto una carneficina dialettica in un tutti-contro-tutti, tanto esilarante per il pubblico quanto amara nella realtà, dove quattro adulti arrivano a comportarsi come bambini. L’uso via via sempre più degenerato del formale saluto di presentazione e commiato “molto piacere”, che dà anche il titolo alla piéce, accompagna lo svelamento del “peggio di sé” che i quattro personaggi finiscono col manifestare. Uno spettacolo-battaglia dove le linee di combattimento vengono continuamente ridisegnate, in quella che risulterà una resa dei conti finale ed irreversibile, dove ognuno si rivela per ciò che è veramente: mostrando le proprie contraddizioni più profonde. L’umorismo nasce – pirandellianamente parlando – dal conflitto tra la forza profonda della vita e le maschere che ciascun personaggio rappresenta.
02/05/2026 | 1 Evento
da 16.50 €
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